Infarto del miocardio: sintomi (anche nella donna), esami, cura e recupero

In breve
L'infarto del miocardio, o «attacco di cuore», si verifica quando il sangue smette all'improvviso di arrivare a una parte del muscolo cardiaco. Il segno più comune è il dolore o l'oppressione al petto, ma le donne, gli anziani e le persone con diabete possono avere soprattutto fiato corto, stanchezza intensa o nausea. Chiama subito il 112 (o il 118) e non metterti alla guida. La diagnosi si basa sull'ECG e su prelievi di troponina ripetuti.
Che cos'è l'infarto del miocardio, in breve?
- Che cos'è: «miocardio» è il muscolo del cuore, «infarto» la morte di un tessuto rimasto senza sangue. Se il flusso non viene ripristinato in fretta, la parte di muscolo colpita muore[1].
- Quanto è frequente: in Italia si verificano circa 120.000 infarti all'anno, e la mortalità si aggira intorno all'11%[5].
- Causa principale: la malattia coronarica[4].
- Non è l'arresto cardiaco: nell'arresto cardiaco il cuore smette all'improvviso di battere; un infarto può provocarlo[1].
- Esami chiave: un elettrocardiogramma (ECG), poi dosaggi della troponina ripetuti nel giro di qualche ora[7][8].
Quali sono i sintomi dell'infarto? E nella donna?
I sintomi possono iniziare piano o all'improvviso, essere lievi o forti, e andare e venire per diverse ore[2]:
- dolore, oppressione, peso o senso di morsa al centro o a sinistra del petto, che spesso dura più di 20 minuti[7];
- dolore a uno o entrambi i bracci, alla schiena, alle spalle, al collo, alla mandibola o alla «bocca dello stomaco»;
- fiato corto, sudore freddo, nausea o vomito;
- testa leggera, capogiri, stanchezza insolita, battito rapido o irregolare[2].
Nella donna il dolore al petto resta il sintomo più comune, ma sono più frequenti il dolore a spalla, schiena o braccio, il fiato corto, la stanchezza e la debolezza insolite, il mal di stomaco o l'ansia, con o senza dolore al petto[3]. Le donne aspettano spesso più a lungo prima di chiedere aiuto[3]. Gli anziani e le persone con diabete possono avere poco o nessun dolore, e alcuni infarti sono «silenti», scoperti più tardi con un ECG[2][7].
Angina o infarto? L'angina pectoris stabile compare con lo sforzo e passa in pochi minuti con il riposo o il farmaco; il dolore dell'infarto no. Nel dubbio, chiama il 112[2].
Cosa fare in caso di infarto?
Quando rivolgersi al medico
- Emergenza: chiama subito il 112 (o il 118 dove è ancora attivo), anche se non sei sicuro che sia un infarto. Non guidare e non farti accompagnare in auto: l'équipe dell'ambulanza può iniziare esami e cure durante il tragitto[2]. Non aspettare che i sintomi passino. Mastica un'aspirina solo se te lo dice l'operatore del 112 o un medico e non sei allergico; non ritardare mai la chiamata per prenderla[5][6]. Se la persona perde i sensi e non respira normalmente, inizia la rianimazione cardiopolmonare e usa un defibrillatore (DAE) se disponibile[6].
- Entro 24 ore per un fastidio al petto nuovo durante lo sforzo che passa con il riposo, un'angina che si presenta più spesso, o un fiato corto nuovo e senza spiegazione, soprattutto se hai il diabete o un infarto alle spalle. Nel dubbio, chiama il 112.
- Alla prossima visita per rivedere colesterolo, pressione, glicemia e farmaci dopo un infarto.
Ogni minuto conta: il rischio di morte improvvisa è massimo nelle prime ore[7], e agire nei primi 60-90 minuti riduce mortalità e complicanze[5].
Quali sono le cause dell'infarto e chi è a rischio?
La maggior parte degli infarti parte da una placca di grassi, colesterolo e calcio in un'arteria coronaria. Quando la placca si rompe, si forma un coagulo che chiude l'arteria[4].
- Frequente Rottura di una placca e coagulo, favoriti da colesterolo alto, pressione alta, fumo, diabete, obesità, sedentarietà, età e familiarità[4].
- Possibile Troppo poco ossigeno rispetto al bisogno del cuore, senza un nuovo coagulo (infarto di tipo 2), per esempio con un'anemia grave, un ritmo molto rapido o un'infezione seria[10].
- Possibile Infarto con coronarie non ostruite (MINOCA), più frequente nelle donne e nei più giovani: spasmo di un'arteria (fumo, cocaina) o un coagulo arrivato da altrove[4].
- Raro Uno strappo nella parete di un'arteria del cuore (dissezione coronarica spontanea, SCAD), soprattutto nelle donne sotto i 50 anni o intorno alla gravidanza[4].
Come si fa la diagnosi di infarto? ECG e troponina
Si parla di infarto del miocardio quando la troponina sale o scende nel tempo, con almeno un valore sopra il limite di riferimento superiore, insieme a segni di mancanza di sangue al cuore: sintomi tipici, alterazioni nuove all'ECG o un danno nuovo visto con gli esami di imaging[10].
- STEMI: il «sopraslivellamento del tratto ST» all'ECG indica di solito un'arteria chiusa del tutto, da riaprire il prima possibile senza aspettare gli esami del sangue.
- NSTEMI: nessun sopraslivellamento, a volte un ECG normale; la diagnosi dipende dalla troponina[7][11]. Se la troponina resta normale nonostante i sintomi, si parla di angina instabile, anche questa un'emergenza.
Come si leggono i valori ripetuti della troponina?
La troponina esce dalle cellule del cuore che muoiono. Conta soprattutto la variazione tra un prelievo e l'altro: uno all'arrivo e uno qualche ora dopo (spesso 1-2 ore con i test ad alta sensibilità)[8][11]:
- Normale, e ancora normale ore dopo l'inizio dei sintomi: un infarto è improbabile[8].
- Alta e in netta salita o discesa: danno acuto al cuore; con sintomi o alterazioni dell'ECG, un infarto[10].
- Alta ma stabile: più spesso un danno di lunga data, come nella malattia renale cronica[10].
Un primo risultato normale non esclude l'infarto: la troponina comincia a salire 2-3 ore dopo l'inizio e può continuare a salire per circa 24 ore[8]. I limiti cambiano da un test all'altro e a volte tra uomini e donne[10]. CK-MB e mioglobina oggi servono raramente.
| Esame | Risultato | Valori di riferimento | Segnalazione |
|---|---|---|---|
| Troponina T ad alta sensibilità (hs-cTnT), prelievo 0 h | 21 ng/L | <14 | H |
| Troponina T ad alta sensibilità (hs-cTnT), prelievo 2 h | 68 ng/L | <14 | H |
| eGFR (CKD-EPI) | 78 mL/min/1,73 m² | >60 | |
| Colesterolo LDL | 142 mg/dL | <100 | H |
- Le due righe della troponina: il valore più che triplica in due ore. Questa salita, con i sintomi, fa pensare a un infarto.
- eGFR: la funzione dei reni, controllata prima dei farmaci e del mezzo di contrasto della coronarografia.
- Colesterolo LDL: guida la terapia dopo la dimissione; dopo un infarto l'obiettivo è più basso del valore di riferimento stampato[13].
- Valori di riferimento: sono esempi; contano quelli stampati sul tuo referto.
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Spiegami i miei esamiLa coronarografia mostra quale arteria è chiusa e l'ecocardiogramma quanto bene pompa il cuore; si può aggiungere il BNP se si sospetta uno scompenso[7].
Quali esami del sangue fare dopo un infarto?
- Profilo lipidico: da ripetere 4-12 settimane dopo l'inizio o la modifica della statina[12]. Dopo un infarto il rischio è «molto alto» e l'obiettivo è un colesterolo LDL sotto 70 mg/dL[13]; se resta a 70 mg/dL o più, si valuta un secondo farmaco[11][12].
- Creatinina e potassio: dopo l'inizio o la modifica di farmaci come gli ACE-inibitori.
- Glicemia: glicemia a digiuno o emoglobina glicata, perché il diabete aumenta il rischio.
- Emocromo: se si sospettano sanguinamenti o anemia durante la terapia antiaggregante.
Come si cura l'infarto?
- Riaprire l'arteria: angioplastica con stent, idealmente entro 90 minuti dall'arrivo in ospedale, o farmaci che sciolgono il coagulo; a volte un bypass[7].
- Farmaci d'urgenza: aspirina o un altro antiaggregante, nitroglicerina per il dolore e monitoraggio del cuore[7].
- Farmaci a lungo termine: antiaggreganti (spesso due, fino a un anno dopo uno stent), una statina e spesso un beta-bloccante e un ACE-inibitore[9][11]. Non sospenderli mai da solo[7].
Come si vive dopo un infarto, e come prevenirne un altro?
La maggior parte delle persone sopravvive e torna a una vita attiva, spesso alle attività abituali entro poche settimane[9]. Tra le complicanze ci sono l'insufficienza cardiaca e le aritmie[9]. Tristezza o ansia sono comuni all'inizio; parlane con il medico se durano[7].
- Partecipa alla riabilitazione cardiologica: esercizio controllato, educazione e sostegno[9].
- Smetti di fumare, mangia in modo sano per il cuore, resta attivo e prendi i farmaci ogni giorno[9].
- Tieni pressione, colesterolo LDL e glicemia nei valori indicati dal medico.
- Un secondo infarto può dare sintomi diversi dal primo: nel dubbio, chiama il 112[9].
Domande da fare al medico
- Era uno STEMI, un NSTEMI o un infarto di tipo 2, e perché?
- Quanto bene pompa il mio cuore adesso?
- Quali obiettivi di colesterolo LDL, pressione e glicemia devo raggiungere?
- Quando devo ripetere gli esami del sangue?
- Può indirizzarmi a un programma di riabilitazione cardiologica?
Domande frequenti
Si può avere un infarto con un ECG normale?
Sì, soprattutto un NSTEMI. Per questo troponina ed ECG vengono ripetuti[7].
Il dolore alla mandibola può essere un sintomo di infarto?
Sì, il dolore può irradiarsi alla mandibola, al collo o alle spalle, anche senza un forte dolore al petto[2][5]. Se compare all'improvviso con fiato corto o sudore freddo, chiama il 112.
Quanti tipi di infarto ci sono?
La definizione internazionale ne distingue cinque: il tipo 1 da coagulo su una placca, il tipo 2 da squilibrio tra ossigeno e bisogno del cuore, il tipo 3 con morte improvvisa prima degli esami, e i tipi 4 e 5 legati ad angioplastica o bypass[10].
Una troponina alta vuol dire sempre infarto?
No. Può salire anche con aritmie, miocardite, embolia polmonare, sepsi o dopo una maratona[8]. Si parla allora di danno miocardico[10].
Anche i giovani possono avere un infarto?
Sì, anche se meno spesso. Nei più giovani sono più frequenti la SCAD, lo spasmo delle arterie e l'uso di cocaina[4].
Quando si possono riprendere i rapporti sessuali dopo un infarto?
La maggior parte delle persone torna piano piano alle attività normali, compresa la vita sessuale. Chiedi al medico cosa è sicuro per te[9].
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- National Heart, Lung, and Blood Institute. Heart attack: what is a heart attack? Aggiornato il 24 marzo 2022. nhlbi.nih.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- National Heart, Lung, and Blood Institute. Heart attack symptoms. Aggiornato il 24 marzo 2022. nhlbi.nih.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- National Heart, Lung, and Blood Institute. Heart attacks in women. Aggiornato il 24 marzo 2022. nhlbi.nih.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- National Heart, Lung, and Blood Institute. Heart attack: causes and risk factors. Aggiornato il 24 marzo 2022. nhlbi.nih.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- Fondazione Umberto Veronesi. Infarto del miocardio. Aggiornato il 25 settembre 2026. fondazioneveronesi.it (consultato il 28 ottobre 2026)
- MedlinePlus Medical Encyclopedia. Heart attack first aid. Revisione del 7 ottobre 2024. US National Library of Medicine. medlineplus.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- MedlinePlus Medical Encyclopedia. Heart attack. Revisione del 14 luglio 2024. US National Library of Medicine. medlineplus.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- MedlinePlus. Troponin test. US National Library of Medicine. medlineplus.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- National Heart, Lung, and Blood Institute. Heart attack: recovery. nhlbi.nih.gov (consultato il 28 ottobre 2026)
- Thygesen K, Alpert JS, Jaffe AS, et al. Fourth universal definition of myocardial infarction (2018). Circulation. 2018;138(20):e618-e651. doi:10.1161/CIR.0000000000000617 (consultato il 28 ottobre 2026)
- Rao SV, O'Donoghue ML, Ruel M, et al. 2025 ACC/AHA/ACEP/NAEMSP/SCAI guideline for the management of patients with acute coronary syndromes. Circulation. 2025;151(13):e771-e862. doi:10.1161/CIR.0000000000001309 (consultato il 28 ottobre 2026)
- Grundy SM, Stone NJ, Bailey AL, et al. 2018 AHA/ACC/AACVPR/AAPA/ABC/ACPM/ADA/AGS/APhA/ASPC/NLA/PCNA guideline on the management of blood cholesterol. Circulation. 2019;139(25):e1082-e1143. doi:10.1161/CIR.0000000000000625 (consultato il 28 ottobre 2026)
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Nota 13: ipolipemizzanti. aifa.gov.it (consultato il 28 ottobre 2026)
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