In breve

Il norovirus è il virus della cosiddetta «influenza intestinale» che provoca la maggior parte delle epidemie di vomito e diarrea improvvisi. I sintomi compaiono 12-48 ore dopo il contagio e di solito durano da 1 a 3 giorni. Non esiste un farmaco specifico: il rischio principale è la disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani. Si resta contagiosi anche per giorni dopo essere guariti, e il gel igienizzante per le mani funziona poco: servono acqua e sapone.

Norovirus: che cos'è, in breve?

  • Che cos'è: un virus molto contagioso, la prima causa di vomito, diarrea e malattie trasmesse dagli alimenti negli Stati Uniti[1]. È una delle cause della gastroenterite, chiamata spesso «influenza intestinale» anche se non ha nulla a che vedere con il virus dell'influenza. Infettano l'uomo tre genogruppi (GI, GII e GIV), divisi in più di 30 genotipi[8].
  • Quanto è diffuso: negli Stati Uniti causa in media 19-21 milioni di casi, 465.000 accessi al pronto soccorso, 109.000 ricoveri e 900 decessi all'anno, soprattutto tra gli anziani[2]. Nel mondo i casi sono circa 685 milioni all'anno, di cui 200 milioni nei bambini sotto i 5 anni[2]. In Italia è il principale virus delle gastroenteriti nei Paesi sviluppati e la causa più comune di epidemie in ospedali, scuole, alberghi, case di cura e navi da crociera, con picchi nei mesi invernali[9].
  • Perché si diffonde così facilmente: bastano poche particelle virali, meno di 100 secondo una revisione scientifica[5] e appena 10 secondo l'Istituto Superiore di Sanità[8]. Il virus resiste a lungo sulle superfici, sopra i 60 °C e al cloro usato per l'acqua potabile[8].
  • Esame principale: la ricerca dell'RNA del norovirus nelle feci con PCR (RT-qPCR) o un pannello multiplex, quando un esame serve davvero[4][9].

Quali sono i sintomi del norovirus?

I sintomi iniziano di solito 12-48 ore dopo il contagio[1][8], spesso all'improvviso:

  • più spesso diarrea acquosa, vomito (soprattutto nei bambini), nausea e crampi alla pancia;
  • a volte febbre di solito lieve, mal di testa e dolori muscolari[1][8].

Quanto dura? Secondo l'ISS l'infezione dura da 12 a 60 ore e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni[8]; per i CDC la guarigione arriva in 1-3 giorni[1]. Il pericolo è perdere più liquidi di quanti se ne bevono. I segni di disidratazione sono: si urina meno, bocca e gola secche, capogiri quando ci si alza in piedi; nei bambini, pianto con poche lacrime o senza lacrime e sonnolenza o irritabilità insolite[1].

Norovirus: quando chiamare il medico o andare al pronto soccorso?

Quando rivolgersi al medico

  • Emergenza: chiama il 112 (o il 118 dove è ancora attivo) in caso di confusione o sonnolenza insolita, svenimento, nessuna urina per molte ore senza riuscire a trattenere liquidi, oppure sangue nel vomito o nelle feci con malessere importante[3].
  • Entro 24 ore per un neonato o un bambino piccolo che beve poco o bagna meno pannolini, un bambino che resta per ore senza bere[10], un anziano che non trattiene i liquidi, una donna in gravidanza o chi ha le difese immunitarie ridotte[1][3].
  • Alla prossima visita se la diarrea dura più di alcuni giorni o continua a tornare[3].

Come si prende il norovirus e chi è a rischio?

Il norovirus si trasmette per contatto diretto con una persona malata, con cibi o bevande contaminati e toccando superfici contaminate e poi la bocca[1]. In Italia le epidemie alimentari sono legate soprattutto a frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata e cibi manipolati da personale infetto[8]. In caso di epidemia di «influenza intestinale» in una comunità, l'ISS ritiene opportuno isolare chi ha i sintomi, in attesa degli esami[9].

  • Frequente Chiunque può ammalarsi, anche molte volte nella vita, perché esistono molti tipi di norovirus e la protezione contro uno può non valere per gli altri[1].
  • Possibile Forme gravi: più probabili nei bambini sotto i 5 anni, negli anziani e in chi ha le difese immunitarie ridotte[1].
  • Raro Infezione cronica: nei trapiantati e in altre persone immunodepresse, il norovirus può causare una diarrea che dura mesi[6].

Come si fa la diagnosi di norovirus? Gli esami e come leggerli

La maggior parte delle persone non ha bisogno di esami: la diagnosi si basa sul vomito e sulla diarrea improvvisi, spesso in più persone nello stesso momento. Gli esami delle feci servono soprattutto nelle epidemie, in ospedale, in chi ha le difese ridotte o quando i sintomi durano[3].

  • Ricerca dell'RNA del norovirus (RT-qPCR) sulle feci: è l'esame da preferire; il campione migliore sono le feci intere[4]. Un risultato «rilevato» per il genogruppo I o II conferma l'infezione. Vedi la nostra guida ai risultati della RT-PCR.
  • Pannelli multiplex («gastro-panel»): un unico esame che cerca insieme molti germi[9], con una sensibilità per il norovirus vicina a quella della RT-qPCR[4].
  • Test rapidi degli antigeni virali: perdono molti casi (sensibilità del 50-75%), quindi un risultato negativo non esclude il norovirus[4].
  • Coprocoltura: non trova i virus, ma cerca i batteri quando il quadro è insolito[3].

Gli esami del sangue non trovano il norovirus, ma in ospedale misurano gli effetti della perdita di liquidi: il pannello metabolico di base mostra sodio, potassio, bicarbonati e funzione dei reni.

Esempio fittizio di referto in un adulto con norovirus e disidratazione (formato italiano)
EsameRisultatoValori di riferimentoSegnalazione
Feci: ricerca RNA Norovirus GI/GII (RT-PCR)Rilevato (GII)Non rilevatoPOS
Potassio (S)3,2 mmol/L3,5-5,0↓
Bicarbonati (S)19 mmol/L22-29↓
Rapporto azoto ureico/creatinina2810-20↑
  1. PCR «Rilevato»: nelle feci è stato trovato il materiale genetico del virus; il genogruppo GII è quello di gran parte delle epidemie.
  2. Potassio e bicarbonati bassi: sali e basi si perdono con la diarrea e il vomito.
  3. Rapporto BUN/creatinina alto: un quadro che si vede spesso nella disidratazione.
  4. Valori di riferimento: quelli qui sono solo un esempio; contano quelli stampati sul tuo referto.

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Spiegami i miei esami

Quali controlli servono dopo il norovirus?

Quasi sempre nessuno, una volta tornati a mangiare e bere normalmente. Se gli esami del sangue erano alterati, il medico può ripetere potassio, sodio e funzione dei reni dopo la reidratazione. Nelle persone con difese immunitarie ridotte e diarrea che dura, la PCR sulle feci ripetuta aiuta a seguire l'infezione[6].

Come si cura il norovirus?

  • Prima di tutto i liquidi: bere molto per sostituire quello che si perde. Le soluzioni reidratanti orali che si trovano in farmacia sono le più utili nella disidratazione lieve[1], perché contengono la giusta quantità di acqua, zucchero e sale[10]; le bevande per sportivi possono aiutare ma non sostituiscono tutti i sali minerali[1].
  • Nessun farmaco specifico e nessun vaccino: gli antibiotici non servono, perché agiscono sui batteri e non sui virus[1][8].
  • Disidratazione grave: cura in ospedale con liquidi per flebo[1].
  • Farmaci contro vomito o diarrea: solo su consiglio del medico, soprattutto nei bambini.

Come evitare di prendere o trasmettere il norovirus?

  • Lavati le mani con acqua e sapone: il gel a base di alcol funziona poco contro il norovirus[7].
  • Non preparare cibo per altri e non assistere altre persone per almeno 48 ore dopo la fine dei sintomi[7]; per chi lavora con gli alimenti l'ISS indica di non lavorare a contatto con il cibo fino a tre giorni dopo la guarigione[8].
  • Pulisci le superfici sporche con una soluzione di candeggina (ipoclorito di sodio) a 1.000-5.000 ppm, cioè 0,1-0,5% di cloro attivo, lasciandola agire almeno 5 minuti[7]; la diluizione dipende dalla concentrazione scritta sull'etichetta. L'Ospedale Bambino Gesù consiglia di lasciarla agire 10 minuti prima di asciugare[10].
  • Lava la biancheria sporca senza scuoterla, con detersivo, acqua calda e il ciclo più lungo, poi asciugala in asciugatrice ad alta temperatura[7].
  • Cuoci ostriche e altri frutti di mare ad almeno 63 °C ed elimina i cibi che potrebbero essere contaminati[7].
  • Ricorda che il virus resta nelle feci per almeno 72 ore dopo la guarigione[8] e si può trasmettere anche per 2 settimane o più[1].

Domande da fare al medico

  1. Io o mio figlio abbiamo bisogno di un esame delle feci, o possiamo curarci a casa?
  2. Quanto dobbiamo bere, e quale soluzione reidratante orale usare?
  3. Quali segni di disidratazione devono farci tornare?
  4. Quando posso tornare al lavoro, o mio figlio a scuola o all'asilo?
  5. Bisogna ricontrollare il potassio o la funzione dei reni?

Domande frequenti

Per quanto tempo si è contagiosi con il norovirus?

Si è più contagiosi durante la malattia e nei primi giorni dopo, ma il virus si può trasmettere per 2 settimane o più dopo essere stati meglio[1]. Per questo il lavaggio delle mani deve continuare.

Si può prendere il norovirus due volte?

Sì. Esistono molti tipi di norovirus, e la protezione dopo un'infezione è parziale e di durata non nota[1]; secondo l'ISS dura solo alcuni mesi[8].

Il norovirus è un'intossicazione alimentare?

Il norovirus è la prima causa di malattie trasmesse dagli alimenti negli Stati Uniti[1], ma una «intossicazione alimentare» può dipendere anche da batteri come la salmonella, che la coprocoltura può trovare.

Che differenza c'è tra norovirus e rotavirus?

Entrambi causano vomito e diarrea. Il rotavirus colpisce soprattutto i bambini piccoli ed esiste un vaccino; si cerca con il test dell'antigene del rotavirus.

Articoli correlati

  1. Centers for Disease Control and Prevention. About norovirus. 24 aprile 2024. cdc.gov (consultato il 27 ottobre 2026)
  2. Centers for Disease Control and Prevention. Norovirus facts and stats. 8 maggio 2024. cdc.gov (consultato il 27 ottobre 2026)
  3. MedlinePlus Medical Encyclopedia. Viral gastroenteritis (stomach flu). Revisione del 27 aprile 2026. US National Library of Medicine. medlineplus.gov (consultato il 27 ottobre 2026)
  4. Centers for Disease Control and Prevention. Laboratory testing for norovirus. 24 aprile 2024. cdc.gov (consultato il 27 ottobre 2026)
  5. Robilotti E, Deresinski S, Pinsky BA. Norovirus. Clin Microbiol Rev. 2015;28(1):134-164. doi:10.1128/CMR.00075-14 (consultato il 27 ottobre 2026)
  6. Bok K, Green KY. Norovirus gastroenteritis in immunocompromised patients. N Engl J Med. 2012;367(22):2126-2132. doi:10.1056/NEJMra1207742 (consultato il 27 ottobre 2026)
  7. Centers for Disease Control and Prevention. Preventing norovirus. 13 gennaio 2025. cdc.gov (consultato il 27 ottobre 2026)
  8. Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Norovirus. Pagina creata il 15 febbraio 2018. epicentro.iss.it (consultato il 27 ottobre 2026)
  9. Graziani C, Serra R, Busani L (a cura di). Sorveglianza e diagnostica delle gastroenteriti acute in Italia. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2012. Rapporti ISTISAN 12/38. iss.it (consultato il 27 ottobre 2026)
  10. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. «Influenza intestinale» ovvero gastroenterite da Norovirus. Aggiornato l'11 novembre 2025. ospedalebambinogesu.it (consultato il 27 ottobre 2026)

Questa pagina offre informazioni generali. Non sostituisce il parere di un medico, che valuta la disidratazione e decide esami e cure.