In breve

Il rapporto colesterolo totale/HDL si ottiene dividendo il colesterolo totale per il colesterolo HDL. Più è basso, meglio è: sotto 5 è il limite usato da molti laboratori, sotto 3,5-4 è considerato favorevole. È un riassunto rapido del rischio per cuore e arterie, ma lo stesso rapporto può nascondere numeri molto diversi: va letto insieme a LDL, colesterolo non-HDL e rischio complessivo.

Come si legge il rapporto colesterolo totale/HDL sul referto?

In questo referto fittizio il rapporto non è misurato: il laboratorio lo calcola a partire da due righe che lo precedono.

Esempio fittizio di referto del profilo lipidico (formato italiano)
EsameRisultatoValori di riferimentoSegnalazione
Colesterolo totale210 mg/dL<200H
Colesterolo HDL42 mg/dL>40-
Trigliceridi140 mg/dL<150-
Colesterolo LDL (calcolato)140 mg/dL<100H
Colesterolo non-HDL168 mg/dL<130H
Rapporto colesterolo totale/HDL5,0<5,0H
  1. Colesterolo totale e HDL sono i due valori misurati da cui nasce il rapporto.
  2. Rapporto 5,0: 210 ÷ 42 = 5,0. Non ha unità di misura: si ottiene lo stesso numero partendo da mg/dL o da mmol/L.
  3. Valori di riferimento: molti laboratori stampano «inferiore a 5»; altri usano un limite più severo, per esempio sotto 4[9]. Vale l'intervallo del tuo laboratorio.
  4. Colesterolo non-HDL: gli stessi due numeri, sottratti invece che divisi (210 − 42 = 168).

Stesso colesterolo totale, storia diversa: con un HDL di 70 mg/dL il rapporto scenderebbe a 3,0. La nostra guida al profilo lipidico spiega tutte le altre righe del referto.

Il rapporto è solo una riga del referto. BloodSense legge tutto il tuo profilo lipidico riga per riga e ti aiuta a preparare le domande per il medico.

Fammi spiegare i valori del colesterolo

A cosa serve il rapporto tra colesterolo totale e HDL?

Il rapporto mette in un solo numero due forze opposte. Il colesterolo totale comprende le particelle che formano le placche nella parete delle arterie, mentre il colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo «buono», si associa a un rischio più basso. Dividere l'uno per l'altro mostra l'equilibrio tra le due parti. Per questo è chiamato anche indice di Castelli[3].

È un riassunto efficace. In 61 studi con circa 900.000 adulti, il rapporto totale/HDL è risultato il miglior indicatore semplice del rischio di morte per malattia coronarica: il 40% più informativo del colesterolo non-HDL e più del doppio del solo colesterolo totale[2].

Per questo alcuni calcolatori del rischio lo usano. QRISK3, lo strumento dei medici di famiglia inglesi, inserisce proprio il rapporto colesterolo totale/HDL[6]. Le equazioni PREVENT dell'American Heart Association usano invece non-HDL e HDL separati[7]. In Italia il punteggio individuale del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità considera colesterolo totale e HDL come valori distinti[12]. In ogni caso il rapporto serve a stimare un rischio, non a fare una diagnosi.

Quali sono i valori normali del rapporto colesterolo totale/HDL?

Più è basso, meglio è. Le soglie cambiano tra fonti e laboratori e sono spesso più severe per le donne, che hanno limiti di HDL più alti[1].

Esempi di soglie del rapporto colesterolo totale/HDL negli adulti (vale l'intervallo del tuo laboratorio)
SituazioneUominiDonneFonte
Rischio più alto, senza malattia cardiovascolareSopra 5,0Sopra 4,5Revisione di esperti spagnoli di lipidi[3]
Obiettivo, senza malattia cardiovascolareSotto 4,5Sotto 4,0Stessa revisione[3]
Obiettivo dopo infarto o ictusSotto 3,5Sotto 3,0Stessa revisione[3]
Esempio di intervallo di un laboratorio ospedalieroSotto 4Guida di laboratorio di un ospedale olandese[9]

Il rapporto non ha unità, quindi queste cifre valgono sia con i mg/dL usati dalla maggior parte dei laboratori italiani sia con i mmol/L. Per i singoli valori, l'Istituto Superiore di Sanità considera desiderabili un colesterolo totale non superiore a 200 mg/dL e un HDL uguale o superiore a 50 mg/dL[8]; MedlinePlus giudica basso un HDL sotto 40 mg/dL negli uomini e sotto 50 mg/dL nelle donne[1].

Rapporto colesterolo totale/HDL alto: cosa significa?

Un rapporto alto indica troppo colesterolo nelle particelle che formano le placche, troppo poco HDL, oppure entrambe le cose. Aumenta la probabilità di malattie cardiache ma non dà sintomi.

  • Frequente HDL basso con sedentarietà, fumo, grasso addominale, trigliceridi alti o resistenza all'insulina. L'HDL basso accompagna spesso le caratteristiche della sindrome metabolica[3].
  • Frequente LDL alto, per alimentazione, peso o tendenza familiare, che fa salire il colesterolo totale. Vedi i valori del colesterolo LDL.
  • Possibile Un'altra condizione che alza il colesterolo, come una tiroide poco attiva, o alcuni farmaci. In gravidanza il colesterolo totale sale di circa il 40% nel secondo e terzo trimestre, quindi in quel periodo il rapporto dice poco sul rischio cardiovascolare[9].
  • Raro Ipercolesterolemia ereditaria (ipercolesterolemia familiare), da sospettare quando l'LDL supera circa 190 mg/dL[10].

Un rapporto basso di solito rassicura. Può però derivare da un HDL molto alto, e un HDL alto non cancella un LDL alto. Esiste anche la trappola opposta: un rapporto può sembrare buono mentre tutti i valori sono alti.

Due persone con lo stesso rapporto di 4,0
PersonaColesterolo totaleHDLRapportoNon-HDL
A300 mg/dL75 mg/dL4,0225 mg/dL
B160 mg/dL40 mg/dL4,0120 mg/dL

La persona A trasporta quasi il doppio del colesterolo nelle particelle dannose. Ecco perché il medico non tratta mai il rapporto da solo.

Rapporto colesterolo, non-HDL, LDL o ApoB/ApoA1: quale conta di più?

Il rapporto a confronto con le altre misure dei lipidi
MisuraCome si ottieneUso principale
Rapporto totale/HDLColesterolo totale ÷ HDLRiassunto del rischio; dato di QRISK3[6]
Colesterolo non-HDLColesterolo totale − HDLStima del rischio in PREVENT; non serve il digiuno[7]
Colesterolo LDLDi solito calcolato con una formulaPrincipale obiettivo di cura nelle linee guida[11]
Rapporto ApoB/ApoA1Due esami in più sulle proteineConta le particelle invece del colesterolo[4]

Rapporto e non-HDL nascono dagli stessi due numeri. Su 302.430 persone, il rapporto non-HDL/HDL e il rapporto ApoB/ApoA1 hanno previsto le malattie cardiache in modo quasi identico (hazard ratio 1,50 e 1,49)[5]. Nello studio INTERHEART, condotto in 52 Paesi, il rapporto ApoB/ApoA1 ha fatto meglio: spiegava il 54% del rischio di infarto nella popolazione, contro il 32% del rapporto totale/HDL[4]. Le apolipoproteine richiedono un esame in più e di solito si riservano ai casi dubbi: vedi apolipoproteina B e apolipoproteina A1.

Quando si parla di cura, il medico guarderà soprattutto l'LDL. Le linee guida americane del 2026, per esempio, fissano un obiettivo di LDL sotto 55 mg/dL per i pazienti a rischio molto alto[11].

Cosa può alterare il rapporto prima del prelievo?

  • Il digiuno conta poco: dopo un pasto abituale il colesterolo totale scende al massimo di circa 8 mg/dL e l'HDL non cambia[10]. Segui comunque le indicazioni del medico o del laboratorio; vedi il digiuno prima degli esami del sangue.
  • Aspetta almeno 3 mesi dopo un infarto o un'infezione grave: il colesterolo può risultare falsamente basso[9].
  • Evita l'esame in gravidanza se lo scopo è valutare il rischio cardiovascolare[9].
  • Confronta rapporti dello stesso laboratorio e lascia passare circa 3 mesi dopo un cambiamento di dieta, peso o terapia.
  • Continua a prendere i farmaci abituali, salvo diversa indicazione.

Quando rivolgersi al medico per un rapporto colesterolo/HDL alto?

Quando consultare il medico

  • Emergenza: chiama il 112 (o il 118 dove il numero unico non è ancora attivo) in caso di dolore al petto, mancanza di fiato improvvisa, debolezza di un lato del corpo, difficoltà a parlare o bocca storta.
  • Entro poche settimane se l'LDL supera 190 mg/dL o i trigliceridi superano 880 mg/dL, oppure se parenti stretti hanno avuto malattie cardiache in giovane età[10]. Parlane con il medico di famiglia.
  • Alla prossima visita per un rapporto segnalato alto, o che sale tra due esami.

Domande da fare al medico

  1. Il mio rapporto è alto per colpa dell'LDL, dell'HDL o di entrambi?
  2. Qual è il mio rischio cardiovascolare complessivo, e quali valori sono stati usati per calcolarlo?
  3. Devo puntare a un obiettivo di LDL o di non-HDL, e quale?
  4. Un esame dell'apoB o della Lp(a) cambierebbe qualcosa nel mio caso?

Domande frequenti

Un rapporto colesterolo/HDL di 3 va bene?

Sì, un rapporto di 3 è sotto le soglie usate per uomini e donne senza malattie cardiovascolari[3]. Controlla comunque l'LDL: un HDL molto alto può abbassare il rapporto senza abbassare l'LDL.

Come si calcola il rapporto colesterolo totale/HDL?

Dividi il colesterolo totale per l'HDL, entrambi nella stessa unità. Un totale di 200 con un HDL di 50 dà 4,0.

Il rapporto colesterolo totale/HDL è uguale al rapporto LDL/HDL?

No. Il rapporto LDL/HDL usa l'LDL al posto del colesterolo totale, quindi le sue soglie sono più basse: circa 3-3,5 per gli uomini senza malattia cardiovascolare[3].

La statina cambia il rapporto?

Di solito sì, perché abbassa il colesterolo totale molto più di quanto modifichi l'HDL. Il medico ne valuterà l'effetto soprattutto sull'LDL o sul colesterolo non-HDL.

Articoli correlati

  1. MedlinePlus. Cholesterol levels. US National Library of Medicine. medlineplus.gov (consultato il 1° novembre 2026)
  2. Prospective Studies Collaboration; Lewington S, Whitlock G, Clarke R, et al. Blood cholesterol and vascular mortality by age, sex, and blood pressure: a meta-analysis of individual data from 61 prospective studies with 55,000 vascular deaths. Lancet. 2007;370(9602):1829-1839. doi:10.1016/S0140-6736(07)61778-4 (consultato il 1° novembre 2026)
  3. Millán J, Pintó X, Muñoz A, et al. Lipoprotein ratios: physiological significance and clinical usefulness in cardiovascular prevention. Vasc Health Risk Manag. 2009;5:757-765. doi:10.2147/VHRM.S6269 (consultato il 1° novembre 2026)
  4. McQueen MJ, Hawken S, Wang X, et al. Lipids, lipoproteins, and apolipoproteins as risk markers of myocardial infarction in 52 countries (the INTERHEART study): a case-control study. Lancet. 2008;372(9634):224-233. doi:10.1016/S0140-6736(08)61076-4 (consultato il 1° novembre 2026)
  5. Emerging Risk Factors Collaboration; Di Angelantonio E, Sarwar N, Perry P, et al. Major lipids, apolipoproteins, and risk of vascular disease. JAMA. 2009;302(18):1993-2000. doi:10.1001/jama.2009.1619 (consultato il 1° novembre 2026)
  6. Hippisley-Cox J, Coupland C, Brindle P. Development and validation of QRISK3 risk prediction algorithms to estimate future risk of cardiovascular disease: prospective cohort study. BMJ. 2017;357:j2099. doi:10.1136/bmj.j2099 (consultato il 1° novembre 2026)
  7. Khan SS, Matsushita K, Sang Y, et al. Development and validation of the American Heart Association's PREVENT equations. Circulation. 2024;149(6):430-449. doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.123.067626 (consultato il 1° novembre 2026)
  8. Istituto Superiore di Sanità, Progetto Cuore. Colesterolemia. cuore.iss.it (consultato il 1° novembre 2026)
  9. Slingeland Ziekenhuis. Cholesterol/HDL ratio (K-CHOL_HDL). Guida agli esami di laboratorio. slingeland.nl (consultato il 1° novembre 2026)
  10. Nordestgaard BG, Langsted A, Mora S, et al. Fasting is not routinely required for determination of a lipid profile: a joint consensus statement from the European Atherosclerosis Society and European Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine. Eur Heart J. 2016;37(25):1944-1958. doi:10.1093/eurheartj/ehw152 (consultato il 1° novembre 2026)
  11. Siddiqi AK, Jacob J, Khan MS, Kulkarni A. Top 10 concepts in secondary ASCVD prevention from the 2026 ACC/AHA dyslipidemia guideline: what is new and why it matters. Curr Atheroscler Rep. 2026;28(1). doi:10.1007/s11883-026-01465-5 (consultato il 1° novembre 2026)
  12. Istituto Superiore di Sanità, Progetto Cuore. Valutazione del rischio cardiovascolare: carte del rischio e punteggio individuale. cuore.iss.it (consultato il 1° novembre 2026)

Questa pagina offre informazioni generali. Non sostituisce il parere del medico, che interpreta i risultati insieme ai sintomi, alla storia clinica e alla visita.