In breve

L'elettroforesi proteica (o protidogramma) divide le proteine del sangue in cinque o sei frazioni: albumina, alfa-1, alfa-2, beta (spesso beta-1 e beta-2) e gamma globuline. Conta la forma dell'intero tracciato più di un singolo numero. Un picco stretto, la «componente monoclonale», richiede altri esami, ma la maggior parte delle persone che lo hanno non sviluppa mai un tumore.

Il referto dell'elettroforesi proteica può mettere ansia: un grafico con dei picchi, una colonna di percentuali, una di grammi e a volte una frase come «presenza di componente monoclonale». L'esame mette una goccia di siero in un campo elettrico: ogni proteina si sposta a una velocità diversa, così le proteine si raccolgono in bande che il laboratorio misura e disegna come picchi[1][2]. Questa guida legge con te il referto completo: ogni frazione, i quadri più comuni, cosa significa una componente monoclonale e quali esami si fanno di solito dopo. Se è segnalata una sola banda, le pagine dedicate approfondiscono; si comincia dalla nostra guida alle gamma globuline, la zona dove compare la maggior parte dei picchi.

Com'è fatto il referto dell'elettroforesi proteica?

In Italia l'esame si trova come «elettroforesi proteica», «elettroforesi delle sieroproteine», «protidogramma» o con le sigle QPE e QSP (quadro proteico, quadro sieroproteico). Molti laboratori riportano le proteine totali, ogni frazione in percentuale e in g/dL, la beta divisa in beta-1 e beta-2, e un commento scritto sul tracciato[12].

Esempio fittizio di referto di elettroforesi proteica (formato italiano, valori di riferimento di un laboratorio ospedaliero)
EsameRisultatoValori di riferimentoSegnalazione
Proteine totali7,6 g/dL6,4-8,3 g/dL
Albumina55,3% · 4,20 g/dL4,02-4,76 g/dL
Alfa-1 globuline3,7% · 0,28 g/dL0,21-0,35 g/dL
Alfa-2 globuline9,2% · 0,70 g/dL0,51-0,85 g/dL
Beta-1 globuline5,3% · 0,40 g/dL0,23-0,47 g/dL
Beta-2 globuline4,2% · 0,32 g/dL0,23-0,47 g/dL
Gamma globuline22,4% · 1,70 g/dL0,80-1,35 g/dL↑
Componente monoclonale0,72 g/dL (7,2 g/L)AssentePRES
CommentoPresenza di componente monoclonale in zona gamma. Immunofissazione: IgG kappa.
  1. Proteine totali: la somma di tutte le bande. Possono essere normali anche quando una banda nasconde un problema, come qui.
  2. Percentuale e g/dL: la percentuale indica la quota di ogni frazione sul totale; i g/dL si ottengono moltiplicando la percentuale per le proteine totali. L'esame resta semiquantitativo: non serve a misurare con precisione le singole proteine[11][12].
  3. Albumina: il picco più alto, prodotto dal fegato. Se è bassa fa pensare a una malattia del fegato, a una perdita di proteine da reni o intestino, a malnutrizione o a infiammazione[2].
  4. Alfa-1 e alfa-2: contengono proteine della fase acuta, che salgono con l'infiammazione[2].
  5. Beta-1 e beta-2: soprattutto transferrina (che trasporta il ferro) e complemento[2].
  6. Gamma, con la freccia ↑: la banda degli anticorpi. Qui è alta perché contiene un picco stretto.
  7. Componente monoclonale 0,72 g/dL: la quantità di proteina monoclonale, il numero che il medico seguirà nel tempo. Non è mai «normale», per questo è segnalata anche senza un intervallo.
  8. Immunofissazione IgG kappa: dice quale tipo di anticorpo forma il picco[3]. I valori di riferimento sono quelli di un laboratorio ospedaliero italiano[12]: leggi sempre i tuoi con gli intervalli del tuo laboratorio.

Hai un protidogramma con un grafico, sei frazioni e un commento che non capisci? BloodSense legge con te il referto completo, banda per banda, e prepara le domande da portare alla prossima visita.

Spiegami la mia elettroforesi

Cosa misura ogni frazione del protidogramma?

Ogni banda è una famiglia di proteine, non una sola. La tabella riporta intervalli tipici negli adulti da due fonti; cambiano con il metodo (gel di agarosio o capillare) e con il laboratorio, quindi vale l'intervallo stampato sul tuo referto.

Frazioni dell'elettroforesi proteica, proteine principali e intervalli di riferimento tipici negli adulti
FrazioneProteine principaliOspedale italiano (agarosio)[12]Laboratorio statunitense (capillare)[4]Guida completa
AlbuminaAlbumina4,02-4,76 g/dL3,75-5,01 g/dLEsame dell'albumina
Alfa-1Alfa-1 antitripsina, glicoproteina acida0,21-0,35 g/dL0,19-0,46 g/dLAlfa-1 globuline
Alfa-2Aptoglobina, ceruloplasmina, alfa-2 macroglobulina0,51-0,85 g/dL0,48-1,05 g/dLAlfa-2 globuline
Beta-1Transferrina, lipoproteine0,23-0,47 g/dL (donne 0,34-0,52)Beta totale 0,48-1,10 g/dLBeta-1 globuline
Beta-2Complemento C30,23-0,47 g/dLBeta-2 globuline
GammaImmunoglobuline (IgG, IgA, IgM)0,80-1,35 g/dL0,62-1,51 g/dLGamma globuline
Proteine totaliTutte le precedenti6,4-8,3 g/dLSul refertoProteine totali

Per passare da g/dL a g/L si moltiplica per 10 (4,2 g/dL = 42 g/L): la componente monoclonale è spesso espressa in g/L.

Come si leggono i quadri dell'elettroforesi proteica?

Il medico guarda la forma del tracciato e quali bande cambiano insieme. Lo stesso aumento delle gamma globuline può essere innocuo o importante a seconda che sia largo o stretto[2].

Quadri frequenti dell'elettroforesi proteica e cosa fanno pensare di solito
QuadroCosa cambiaCause frequenti
Infiammazione acutaAlfa-1 e alfa-2 alte, albumina a volte bassaInfezione, intervento chirurgico, trauma, riacutizzazione di una malattia infiammatoria[2]
Infiammazione cronica (policlonale)Aumento largo e arrotondato di tutta la banda gammaInfezione di lunga durata, malattia autoimmune come l'artrite reumatoide o il lupus, malattia cronica del fegato[1][2]
Malattia del fegatoAlbumina bassa con un aumento largo delle gammaCirrosi, epatite cronica[1][2]
Perdita di proteine dai reniAlbumina bassa, alfa-2 altaSindrome nefrosica[1][2]
Componente monoclonale (picco M)Un picco stretto e appuntito, di solito in zona gamma, a volte in zona betaMGUS, mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström, amiloidosi[2]
Gamma bassa (ipogammaglobulinemia)Banda gamma piatta e piccolaFarmaci che colpiscono i linfociti B, leucemia linfatica cronica, mieloma, perdita di proteine; raramente un'immunodeficienza ereditaria[5]

Le variazioni di una sola banda sono spiegate nelle guide alle singole frazioni. In breve: una beta alta si associa spesso a carenza di ferro o gravidanza, un'alfa-1 bassa può far pensare a un deficit di alfa-1 antitripsina, un'alfa-2 bassa alla distruzione dei globuli rossi (emolisi)[1][2]. Per l'infiammazione l'elettroforesi è un segnale poco sensibile e tardivo: la Società italiana di biochimica clinica (SIBioC) ricorda che la proteina C reattiva non si vede nel tracciato[11], e il medico si affida piuttosto alla PCR o alla VES.

Cosa significa una componente monoclonale all'elettroforesi?

Una componente monoclonale (picco monoclonale, picco M o paraproteina) è una grande quantità di un unico anticorpo, tutto uguale, prodotto da una sola famiglia di plasmacellule. Si parla allora di gammopatia monoclonale: è un riscontro, non una diagnosi.

  • Frequente MGUS (gammopatia monoclonale di significato indeterminato): trovata nel 3,2% delle persone sopra i 50 anni e nel 5,3% sopra i 70 in un ampio studio nel Minnesota[6]; in quello studio il picco era sotto 1,0 g/dL nel 63,5% dei casi. In Italia la SIBioC riporta una componente monoclonale nel 5,6% delle persone sopra i 50 anni e nel 7,6% sopra i 75[11]. La MGUS non dà sintomi e si trasforma in un tumore del sangue in circa l'1% delle persone ogni anno[7].
  • Possibile Mieloma «smoldering» o macroglobulinemia di Waldenström: un picco più grande o più plasmacellule nel midollo, ancora senza danno d'organo; richiedono controlli più ravvicinati[7].
  • Raro Mieloma multiplo o amiloidosi AL: si diagnosticano solo con l'esame del midollo osseo e segni di danno d'organo, come calcio alto, insufficienza renale, anemia o lesioni ossee[8]. La nostra guida al mieloma multiplo spiega questi criteri.

La quantità del picco conta, ma non dice tutto. La MGUS si definisce con un picco sotto 3 g/dL (30 g/L), meno del 10% di plasmacellule nel midollo e nessun danno d'organo[8]. Nel mieloma il picco supera di solito 3 g/dL, ma fino a una persona su cinque con mieloma ha un picco sotto 1 g/dL[2].

In uno studio che ha seguito 1.384 persone con MGUS per 34 anni, il rischio di progressione era del 10% a 10 anni e del 18% a 20 anni. Era più basso (7% a 20 anni per le MGUS non IgM) quando il picco era sotto 1,5 g/dL e il rapporto kappa/lambda era normale[9]. Quando preoccuparsi, quindi? Più che il singolo valore contano il tipo di anticorpo, la quantità e se il picco cresce nel tempo.

Quali esami si fanno dopo un'elettroforesi proteica alterata?

L'elettroforesi è una prima fotografia. Gli esami successivi dipendono dal quadro:

  • Immunofissazione sierica: identifica il tipo di anticorpo monoclonale (IgG, IgA o IgM, kappa o lambda) e può trovare un picco troppo piccolo per vedersi nel tracciato[2][3].
  • Catene leggere libere kappa e lambda nel siero: misura le catene leggere nel sangue e il loro rapporto; è utile quando un mieloma produce solo catene leggere e nessun picco visibile[3]. Questi mielomi sono circa il 20% del totale[11]. Vedi la nostra pagina sul rapporto kappa/lambda.
  • Dosaggio delle immunoglobuline: IgG, IgA e IgM; nel mieloma spesso una classe è alta e le altre sono basse[3].
  • Elettroforesi e immunofissazione delle urine: spesso sulla raccolta delle urine delle 24 ore, per cercare la proteina di Bence Jones, consigliate quando si sospetta una malattia delle plasmacellule[2][3][11].
  • Controllo degli organi: emocromo, calcio e creatinina, per cercare anemia, calcio alto e danno renale[8][11].
  • Elettroforesi di controllo: per una MGUS a basso rischio (tipo IgG, picco sotto 1,5 g/dL, rapporto delle catene leggere normale), un nuovo esame dopo 6 mesi, poi ogni 2-3 anni se stabile, o prima se compaiono sintomi[7].

Un controllo più stretto, a 6 mesi e poi ogni anno, è consigliato quando il picco è di 1,5 g/dL o più, quando è IgA o IgM o quando il rapporto delle catene leggere è alterato[7]. La SIBioC ricorda che l'assenza di un picco non esclude del tutto una malattia dei linfociti B: con un forte sospetto clinico si prosegue con immunofissazione e ricerca della proteina di Bence Jones[11]. I segni di danno d'organo portano a una visita ematologica rapida[8].

Come ci si prepara al prelievo per l'elettroforesi proteica?

È un normale prelievo di sangue da una vena, raccolto in una provetta per siero con gel (in un grande ospedale milanese, la provetta con tappo arancione)[12]. Alcuni laboratori non chiedono una preparazione particolare, altri chiedono fino a 12 ore di digiuno[1]: segui le istruzioni ricevute, come spiega la nostra guida al digiuno prima degli esami del sangue. Segnala al medico vaccinazioni e infezioni recenti e tutti i farmaci, compresi gli ormoni, perché possono spostare alcune bande[1][10]. Non sospendere un farmaco di tua iniziativa.

Elettroforesi proteica alterata: quando rivolgersi al medico?

Quando rivolgersi al medico

  • Emergenza: chiama il 112 (o il 118 dove è ancora attivo) per confusione improvvisa, forte mal di schiena con debolezza o formicolio nuovi alle gambe, perdita del controllo di vescica o intestino, o se urini pochissimo.
  • Entro 24-48 ore se un'elettroforesi alterata si accompagna a nuovi dolori alle ossa, sete intensa, infezioni ripetute con febbre, gonfiore rapido delle gambe o urine molto schiumose.
  • Alla prossima visita per una piccola componente monoclonale senza sintomi, un aumento largo delle gamma o una lieve variazione dell'albumina: se ne parla con calma e di solito si ricontrolla.

Domande da fare al medico

  1. L'aumento delle mie gamma globuline è largo (policlonale) o un picco stretto (monoclonale)?
  2. Se c'è una componente monoclonale, quanto è grande e di che tipo è all'immunofissazione?
  3. Servono le catene leggere, l'esame delle urine o del midollo, o una visita dall'ematologo?
  4. Il mio risultato è a basso rischio, e quando devo ripetere l'elettroforesi?
  5. La variazione dell'albumina o delle alfa-2 può dipendere da fegato, reni o da una malattia recente?

Domande frequenti

L'elettroforesi proteica è un esame per i tumori?

No. È una fotografia generale delle proteine del sangue, che può mostrare infiammazione, malattie del fegato o dei reni e problemi del sistema immunitario. Serve a cercare le componenti monoclonali, ma la maggior parte dei picchi trovati sono MGUS, che non è un tumore[6][7].

Un'elettroforesi normale può non vedere un mieloma?

Sì, a volte. Alcuni mielomi producono solo catene leggere, che possono non formare un picco visibile; circa il 10% delle persone con mieloma ha invece una banda gamma bassa[2]. Per questo, se si sospetta un mieloma, si aggiungono immunofissazione e catene leggere[3][11].

La componente monoclonale può scomparire?

Il picco di una MGUS di solito resta stabile per anni; lo scopo dei controlli è verificare che non cresca[7]. Il medico ti dirà ogni quanto ripetere l'esame.

Che differenza c'è tra elettroforesi del siero e delle urine?

L'elettroforesi del siero studia le proteine del sangue. Quella delle urine cerca le proteine che passano nelle urine, come le catene leggere (proteina di Bence Jones), che possono sfuggire nel sangue[3][10].

La disidratazione può cambiare il risultato?

Sì. La disidratazione concentra il sangue e può far salire albumina e proteine totali; un vaccino o un'infezione recente possono aumentare gli anticorpi della banda gamma[10]. Un risultato al limite spesso si ripete e basta.

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Bibliografia

  1. MedlinePlus Medical Encyclopedia. Serum protein electrophoresis. medlineplus.gov (consultato il 2 novembre 2026)
  2. O'Connell TX, Horita TJ, Kasravi B. Understanding and interpreting serum protein electrophoresis. Am Fam Physician. 2005;71(1):105-112. aafp.org (PubMed 15663032, consultato il 2 novembre 2026)
  3. American Cancer Society. Tests to find multiple myeloma. cancer.org (consultato il 2 novembre 2026)
  4. ARUP Laboratories. Protein electrophoresis, serum (test 0050640): reference intervals, specimen and turnaround. aruplab.com (consultato il 2 novembre 2026)
  5. Patel SY, Carbone J, Jolles S. The expanding field of secondary antibody deficiency: causes, diagnosis, and management. Front Immunol. 2019;10:33. doi:10.3389/fimmu.2019.00033 (consultato il 2 novembre 2026)
  6. Kyle RA, Therneau TM, Rajkumar SV, et al. Prevalence of monoclonal gammopathy of undetermined significance. N Engl J Med. 2006;354(13):1362-1369. doi:10.1056/NEJMoa054494 (consultato il 2 novembre 2026)
  7. Kyle RA, Durie BGM, Rajkumar SV, et al. Monoclonal gammopathy of undetermined significance (MGUS) and smoldering (asymptomatic) multiple myeloma: IMWG consensus perspectives risk factors for progression and guidelines for monitoring and management. Leukemia. 2010;24(6):1121-1127. doi:10.1038/leu.2010.60 (consultato il 2 novembre 2026)
  8. Rajkumar SV, Dimopoulos MA, Palumbo A, et al. International Myeloma Working Group updated criteria for the diagnosis of multiple myeloma. Lancet Oncol. 2014;15(12):e538-e548. doi:10.1016/S1470-2045(14)70442-5 (consultato il 2 novembre 2026)
  9. Kyle RA, Larson DR, Therneau TM, et al. Long-term follow-up of monoclonal gammopathy of undetermined significance. N Engl J Med. 2018;378(3):241-249. doi:10.1056/NEJMoa1709974 (consultato il 2 novembre 2026)
  10. Testing.com. Protein electrophoresis and immunofixation electrophoresis. testing.com (consultato il 2 novembre 2026)
  11. Graziani MS, Dolci A, Greco C, et al., Gruppo di Studio Proteine SIBioC. Indicazioni per la richiesta di elettroforesi sieroproteica. Biochimica Clinica. 2008;32(1):48-51. biochimicaclinica.it (consultato il 2 novembre 2026)
  12. ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano. Esami di laboratorio: proteine elettroforesi (provetta, metodo, valori di riferimento, tempi di refertazione). ospedaleniguarda.it (consultato il 2 novembre 2026)
  13. Regione Lombardia. Ticket, esenzioni ed erogabilità delle prestazioni a carico del SSR. regione.lombardia.it (consultato il 2 novembre 2026)

Questo articolo offre informazioni generali sulla salute. Non sostituisce una visita, una diagnosi o una cura. Un'elettroforesi alterata va interpretata dal tuo medico insieme ai sintomi e agli altri esami.